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 I RESTAURI


I RESTAURI

La Chiesa è stata argomento di diversi articoli su alcuni giornali milanesi, i quali ne hanno

sollecitato il risanamento. In essi si poneva principalmente l’attenzione ai preziosi

affreschi, caratterizzati da un degrado in stato di avanzamento, data la continua

infiltrazione di umidità causata dall’ubicazione stessa dell’edificio.

Finalmente, nel 1969 ca, si procede con il risanamento della chiesa, alla quale

parteciparono, per quanto riguarda il consolidamento delle strutture, l’Ing. ALESSANDRO

ALBERTINI e l’arch. LINDA CAPRIOLO, per il risanamento dei dipinti, venne chiamata la celebre e compianta restauratrice PININ BRAMBILLA BARCILON (restauratrice del Cenacolo Vinciano). Durante i lavori venne trovato il muro di fondazione di un edificio precedente, il quale era costituito anch’esso da una sola navata, ma di dimensioni minori di quella attuale (circa la metà). In fondo all’edificio, probabilmente, era situato l’altare, avvolto nell’abside ornata da volte ad unghia. Tale struttura esiste tuttora (inglobata nel nuovo monumento), anche se con evidenti fessure, causate dalle eccessive spinte che le volte ad unghia generavano nelle pareti dell'antica abside, e che, durante il consolidamento, vennero limitate posizionando grosse travi in legno di contenimento dietro il muro maggiormente sollecitato, ossia sul fronte Est.

La parete Nord fu spogliata dai suoi affreschi mediante la tecnica dello strappo, per

essere in seguito esposti prima a palazzo Rasini poi nella Chiesa parrocchiale di

Cavenago (S.Giulio), dove ancora oggi si trovano. Gli affreschi presenti nella parete Est, posti al di sopra dell’abside ed ai suoi due lati, sono invece ancora conservati all’interno della chiesa. Vennero alla luce, durante questo intervento, anche due cripte di dimensioni diverse; nella più piccola furono trovate delle ossa umane, una chioma votiva, dei pezzi di legno e di sudario misti a terriccio. Tali ritrovamenti e la presenza di grate, poste ai piedi della Chiesa sul lato Nord, fanno pensare all’esistenza di un sotterraneo atto appunto ad ospitare i corpi dei defunti, tra i quali vi era anche quello della principessa del Sacro Romano Impero, BEATA ERCOLINA VISCONTI RASINI, moglie del principe MARCANTONIO RASINI.

IL RESTAURO MODERNO: dopo aver ottenuto tutte le necessarie autorizzazioni ai lavori

di restauro, sono iniziati, con la precisione, il 12 febbraio 2013.

Sono così iniziati gli interventi di rifacimento della copertura del campanile, con la rimozione di tutto il vecchio manto di copertura in coppi vecchi e della struttura lignea ammalorata e la sistemazione di tutte le parti in mattoni a vista. Sul tetto principale i lavori di rifacimento della copertura sono iniziati con la rimozione del manto esistente e successivamente con la pulitura del sottostante piano di cemento realizzato negli interventi di restauro eseguiti nel 1939 dalla regia soprintendenza ai monumenti.

Si è poi passati alla rimozione del tetto sul retro della Chiesa.

Contemporaneamente al lavoro dei muratori, che si è esteso a tutto il tetto della navata


I RESTAURI

La Chiesa è stata argomento di diversi articoli su alcuni giornali milanesi, i quali ne hanno

sollecitato il risanamento. In essi si poneva principalmente l’attenzione ai preziosi

affreschi, caratterizzati da un degrado in stato di avanzamento, data la continua

infiltrazione di umidità causata dall’ubicazione stessa dell’edificio.

Finalmente, nel 1969 ca, si procede con il risanamento della chiesa, alla quale

parteciparono, per quanto riguarda il consolidamento delle strutture, l’Ing. ALESSANDRO

ALBERTINI e l’arch. LINDA CAPRIOLO, per il risanamento dei dipinti, venne chiamata la celebre e compianta restauratrice PININ BRAMBILLA BARCILON (restauratrice del Cenacolo Vinciano). Durante i lavori venne trovato il muro di fondazione di un edificio precedente, il quale era costituito anch’esso da una sola navata, ma di dimensioni minori di quella attuale (circa la metà). In fondo all’edificio, probabilmente, era situato l’altare, avvolto nell’abside ornata da volte ad unghia. Tale struttura esiste tuttora (inglobata nel nuovo monumento), anche se con evidenti fessure, causate dalle eccessive spinte che le volte ad unghia generavano nelle pareti dell'antica abside, e che, durante il consolidamento, vennero limitate posizionando grosse travi in legno di contenimento dietro il muro maggiormente sollecitato, ossia sul fronte Est.

La parete Nord fu spogliata dai suoi affreschi mediante la tecnica dello strappo, per

essere in seguito esposti prima a palazzo Rasini poi nella Chiesa parrocchiale di

Cavenago (S.Giulio), dove ancora oggi si trovano. Gli affreschi presenti nella parete Est, posti al di sopra dell’abside ed ai suoi due lati, sono invece ancora conservati all’interno della chiesa. Vennero alla luce, durante questo intervento, anche due cripte di dimensioni diverse; nella più piccola furono trovate delle ossa umane, una chioma votiva, dei pezzi di legno e di sudario misti a terriccio. Tali ritrovamenti e la presenza di grate, poste ai piedi della Chiesa sul lato Nord, fanno pensare all’esistenza di un sotterraneo atto appunto ad ospitare i corpi dei defunti, tra i quali vi era anche quello della principessa del Sacro Romano Impero, BEATA ERCOLINA VISCONTI RASINI, moglie del principe MARCANTONIO RASINI.

IL RESTAURO MODERNO: dopo aver ottenuto tutte le necessarie autorizzazioni ai lavori

di restauro, sono iniziati, con la precisione, il 12 febbraio 2013.

Sono così iniziati gli interventi di rifacimento della copertura del campanile, con la rimozione di tutto il vecchio manto di copertura in coppi vecchi e della struttura lignea ammalorata e la sistemazione di tutte le parti in mattoni a vista. Sul tetto principale i lavori di rifacimento della copertura sono iniziati con la rimozione del manto esistente e successivamente con la pulitura del sottostante piano di cemento realizzato negli interventi di restauro eseguiti nel 1939 dalla regia soprintendenza ai monumenti.

Si è poi passati alla rimozione del tetto sul retro della Chiesa.

Contemporaneamente al lavoro dei muratori, che si è esteso a tutto il tetto della navata