si compone di unica navata, divisa trasversalmente in 3 campate da arconi ogivali ribassati, che insistono sui contrafforti di sostegno alla struttura muraria e sorreggono direttamente i travetti della copertura a spioventi.
Questo però non è un elemento gotico ma risale al Quattrocento, poiché l'angolo dell' arco è molto meno pronunciato.
L’arco trionfale della Passione di Gesù campeggia sopra le volte di tre absidi,
delle quali, la più ampia,
su pianta esagonale, porta al centro l’immagine della Madonna.
Ai lati dell’abside due porte comunicano da un lato con la sagrestia e dall’altro con l’absidiola della “beata” Ercolina.
In questa absidiola una lapide di marmo nero ricorda ai posteri le grandi virtù della “beata”.
Il catino absidale era ornato da volte ad unghia.
Tale struttura esiste tuttora, anche se con evidenti fessure, causate dalle eccessive spinte che le volte ad unghia generano nelle pareti dell'antica abside, e che, durante il consolidamento,
vennero limitate mettendo una grande trave in legno di contenimento dietro il muro maggiormente sollecitato.
ossia sul fronte est.
Le pareti sono completamente spoglie dagli affreschi staccati dalla restauratrice Pinin Brambilla Barcilon.
Sulla parete nord rimane solo una greca di disegni floreali, nelle prime due campate, nel punto di congiunzione del muro con lo spiovente della falda del tetto.