GLI AFFRESCHI: I GRUPPO
L’interesse dell’interno è tutto centrato sui cicli di affreschi che vi erano stati dipinti. Si
tratta di due cicli differenti. Il primo era collocato sulla parete nord e ne è stato staccato nel
1974, per salvare i dipinti dalla completa distruzione dovuta ad infiltrazioni di umidità.
Questi affreschi risalgono agli anni compresi tra la metà del 1400 e la metà del 1500. Non
si tratta di un ciclo unitario, ma piuttosto di un gruppo di ex-voto o di pitture devozionali
connesso con il culto della Madonna venerata nella chiesa. Il loro interesse, oltre che
artistico, è anche storico e religioso, poiché mostrano che la chiesa era diventata durante il
‘400 un santuario di culto mariano, particolarmente caro alle popolazioni della campagna
circostante. E non solo a quello, dato che in un affresco l’iscrizione ne denota il
committente come Abate del monastero di S. Pietro in Gessate di Milano, monastero degli Umiliati.
LEGGENDA: tra tutti questi affreschi del primo gruppo il più importante è sicuramente
quello con la Madonna, il Bambino e un offerente, attribuito tradizionalmente a
Leonardo. Si tratta chiaramente di una leggenda; tuttavia, l’affresco mostra di essere stato realizzato da una mano molto esperta, che aveva sicuramente molti legami con Leonardo.
Il secondo gruppo di affreschi, ancora esistente sulle pareti della chiesa, è quello con le
Storie della Passione e Resurrezione di Cristo dipinto sull’arco di trionfo del presbiterio.
La sua esecuzione risale alla seconda metà del XVI secolo, probabilmente a cavallo tra il
1570-1580. Anche questo è un ciclo di estremo interesse che si riallaccia a modelli
importantissimi, come gli affreschi di identico soggetto dipinti da importantissimi, come gli
affreschi di identico soggetto dipinti da Luini a Varese e quelli dipinti da Gaudenzio Ferrari
a Varallo. È possibile distinguervi le mani di due differenti pittori. Uno estremamente
raffinato ed abile, a cui si devono la scena della Crocifissione e i riquadri della seconda
fascia degli episodi sottostanti. L’altro + ingenuo e sprovveduto, probabilmente un allievo o
Il secondo gruppo di affreschi, ancora esistente sulle pareti della chiesa, è quello con le
Storie della Passione e Resurrezione di Cristo, dipinto sull’arco di trionfo del presbiterio.
La sua esecuzione risale alla seconda metà del XVI secolo, probabilmente a cavallo tra il
1570-1580. Anche questo è un ciclo di estremo interesse che si riallaccia a modelli
importantissimi, come gli affreschi di identico soggetto dipinti da Luini a Varese e quelli dipinti da Gaudenzio Ferrari a Varallo. È possibile distinguervi le mani di due differenti pittori. Uno estremamente raffinato ed abile, a cui si devono la scena della Crocifissione e i riquadri della seconda fascia degli episodi sottostanti ; l’ altro, una mano più ingenua e sprovveduta, probabilmente un allievo o un collaboratore minore. È probabile che il ciclo sia stato commissionato dai Rasini, data l’unitarietà dell’opera e la triste situazione economica in cui, durante tutta la seconda metà del ‘500, versò la chiesa, dopo la soppressione della comunità degli Umiliati, avvenuta nel 1571 da parte di Papa Pio V.
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